Congestione addominale: sintomi più comuni e come fare prevenzione

2. Digestivo Antonetto

Come riconoscere immediatamente una congestione addominale? Possono subentrare complicazioni? Qual è il modo migliore per prevenire questo disturbo?

L’apparato digerente è uno dei meccanismi più complessi – e allo stesso tempo delicati – del nostro organismo, basato su sottili equilibri tra l’acidità necessaria al processo di digestione e il pH corretto da preservare per godere di uno stomaco (e di un intestino) in salute ed efficiente. I disturbi e le patologie che interessano questi organi sono perciò molti e assai diffusi, e difficilmente prescindono da un’alimentazione non bilanciata o da abitudini scorrette.

In questo articolo parleremo dei dolori alla bocca dello stomaco che caratterizzano uno dei disturbi più comuni e temuti: la congestione addominale.

Sintomi della congestione addominale

Con congestione addominale si definisce, solitamente, un disturbo relativo all’apparato gastrointestinale, che provoca dolori – e, nei casi peggiori, altri sintomi più gravi, fino alla perdita dei sensi – che si verifica a causa di un brusco sbalzo di temperatura, localizzata nella zona dell’addome e al livello del capo.

Come è facile immaginare, la congestione si verifica più facilmente d’estate, quando il nostro corpo è potenzialmente sottoposto a frequenti escursioni termiche. Le cause sono da ricercare nello squilibrio circolatorio che si genera nel momento dello sbalzo di temperatura: vediamo cosa succede e perché.

È durante la fase di digestione che la congestione addominale si verifica più frequentemente. Parliamo del periodo di tempo che va dai 20-30 minuti dopo il pasto alle 2-5 ore, in base alla quantità e alla “pesantezza” del cibo che è stato consumato. In questo lasso di tempo, infatti, l’apparato digerente inizia a lavorare per scomporre il pasto ingerito e assimilare le sostanze nutritive: per fare ciò, però, ha bisogno di energia extra, per cui nella zona dello stomaco si concentra una quantità anomala di sangue.

Un improvviso sbalzo termico – che può essere causato da molteplici situazioni, come il consumo di una bevanda ghiacciata, un tuffo in acqua fredda, l’esposizione all’aria condizionata e così via – attiva nell’organismo una reazione immediata, dovuta a un particolare meccanismo di difesa che a sua volta scatta a protezione della temperatura basale.

A seguito di questo cambiamento improvviso, il cervello richiama a sé, per compensare, il sangue “destinato” alla digestione, lasciando la zona addominale improvvisamente sprovvista. Così come in guerra si richiamano le truppe su un fronte, per coprirne un altro, il campo di battaglia resta inaspettatamente sguarnito delle forze necessarie.

Ecco, dunque, che si verificano una serie di sintomi causati proprio da questo squilibrio circolatorio e riconducibili alla congestione: innanzitutto, il processo digestivo si blocca improvvisamente e subentrano tremoribrividi e sudorazione fuori dalla norma. A breve, sopraggiunge un diffuso pallore e un forte senso di spossatezza, di affaticamento.

Se non si corre ai rimedi, in pochi minuti le condizioni si aggravano: si inizia a percepire un forte dolore alla bocca dello stomaco, un malessere diffuso nella fascia dell’addome, con possibili crampi; a questi possono aggiungersi episodi di nausea vomito.

Nei casi più severi si può arrivare a soffrire di capogiri, di annebbiamento della vista, e di perdita dei sensi.

Congestione addominale: un pronto intervento

La congestione addominale, perciò, diventa particolarmente pericolosa nel momento in cui non viene subito trattata: se, ad esempio, è dovuta a un tuffo improvviso in mare dopo un pasto abbondante (e magari dopo una lunga esposizione al sole) c’è il rischio che l’affaticamento, la perdita del senso di orientamento e l’annebbiamento della vista – se non addirittura lo svenimento – possano comportare l’annegamento in acqua.
Al primo segnale di malessere, perciò, è importante correre immediatamente ai ripari: chiedere aiuto, distendersi in una posizione che favorisca la circolazione (con le gambe leggermente sollevate), coprire la zona addominale con una coperta o un telo, per tenere al caldo la pancia, e idratarsi con acqua a temperatura ambiente sono le prime azioni da mettere in pratica.

In caso di peggioramento dei sintomi, è bene chiamare un medico o il pronto soccorso, e verificare che la congestione non sia ancora in atto: si raccomanda di rivolgersi sempre al personale medico in caso di svenimento e perdita dei sensi. Bisogna però tenere presente che è del tutto normale soffrire di stanchezza e affaticamento anche dopo diversi minuti dall’episodio acuto. È bene però assicurarsi che la temperatura corporea sia rientrata nella norma.

Come prevenire la congestione digestiva

Ovviamente la prevenzione della congestione addominale si basa su pratiche e buone abitudini per evitare forti sbalzi di temperatura al nostro organismo, che possono arrecare danni (capogiri, dolori addominali) anche quando non siamo in fase digestiva.

Per questo è consigliabile evitare la prolungata e intensa esposizione al sole, che – oltre rappresentare un rischio per la congestione, specie se poi si intende immergersi in acqua – può provocare seri danni alla pelle. Al contrario di quanto si pensa comunemente, è comunque permesso consumare pasti prima del bagno, a patto che l’immersione in acqua avvenga gradualmente e con prudenza.