Come integrare ferro nel corpo in caso di carenza

Come integrare ferro nel corpo

Fondamentale per supportare le normali funzioni del nostro sistema immunitario e per favorire la corretta crescita psico-fisica dei bambini e degli adolescenti, il ferro è anche un elemento costitutivo dell’emoglobina, della mioglobina e di numerosi enzimi che svolgono funzioni essenziali per il benessere del nostro organismo.

Un’alimentazione equilibrata è, in normali condizioni di salute, sufficiente da sola a garantire il normale apporto di tutti i nutrienti essenziali per il nostro organismo, compreso il ferro. Talvolta, in presenza di particolari condizioni fisiologiche o in caso di cattivo assorbimento intestinale del ferro, può presentarsi una carenza o un aumentato fabbisogno organico di ferro. In questi casi è sicuramente d’aiuto un complemento nutrizionale come SiderAL.

Perché possiamo avere il ferro basso?

Sono diverse le cause che possono portare a livelli bassi di ferro:

  • Scarso o insufficiente apporto di ferro con l’alimentazione;
  • Ciclo con sanguinamenti mestruali abbondanti;
  • Patologie infiammatorie dell’intestino (per esempio il morbo di Crohn) o patologie che ostacolano o diminuiscono l’assorbimento dei nutrienti, soprattutto a livello del duodeno;
  • Aumentata emolisi e micro-sanguinamenti a livello muscolare correlati a una attività fisica intensa e prolungata (tipica degli sport di resistenza come la maratona, la marcia, l’endurance training o il ciclismo);
  • Infezioni di origine batterica o virale che causano micro-sanguinamenti a livello intestinale;

Inoltre la gravidanza, l’allattamento al seno e la fase della crescita richiedono un aumentato fabbisogno di ferro. Se in queste particolari fasi della vita non si adottano i giusti accorgimenti dietetici, e non si assumono cibi in grado di apportare le giuste quantità giornaliere di ferro, si rischia che i livelli organici di ferro scendano al di sotto del normale.

Come si misurano i livelli di ferro nell’organismo?

La quantità di ferro presente nell’organismo viene valutata attraverso degli specifici esami del sangue.

I principali parametri che indicano i livelli nel ferro nel sangue sono tre: la sideremia, la transferrinemia e la ferritinemia. Presi insieme questi parametri danno un’idea di quello che è comunemente definito “assetto marziale”, ovvero offrono un’idea di quello che è definito metabolismo del ferro.

La sideremia indica il ferro nel siero legato alla transferrina. Questo valore può variare soprattutto in relazione all’apporto dietetico, a condizioni di natura patologica e a infezioni.

La misura della quantità di ferritina presente nell’organismo offre un quadro dei depositi di ferro. Normalmente i valori della ferritina sono alti a livello del fegato, ma questa è presente anche nella milza, nel midollo osseo e nei muscoli scheletrici, mentre i valori sono bassi nel siero. Valori di ferritina nel siero alti possono significare la presenza di una patologia di natura infiammatoria, neoplasie, abuso di alcol.

La transferrinemia indica la quantità di transferrina libera presente nell’organismo. Un aumento di questo valore è indicativo di una carenza di ferro, una diminuzione di un sovraccarico di ferro.

A questi parametri vanno aggiunti la capacità legante (TIBC), che indica se sono disponibili siti di legame sulla transferrina (anche un aumento questo valore è indicativo di una carenza di ferro, mentre una diminuzione indica un sovraccarico), e la saturazione della transferrina, che si calcola dai valori di sideremia e TIBC o transferrina. In condizioni normali la saturazione è del 30% (aumenta nella carenza e si riduce nel sovraccarico).

Cosa succede all’organismo quando il ferro è basso?

In generale, quando i livelli di ferro sono al di sotto della normalità, possono manifestarsi alcuni sintomi caratteristici della carenza di ferro. I più comuni sono l’astenia, una sensazione generalizzata di stanchezza e affaticamento, il mal di testa e il respiro corto. Una carenza di ferro può determinare anche un colorito pallido della pelle e delle mucose, oltre che un’aumentata fragilità di capelli e unghie.

Come integrare ferro con l’alimentazione?

Una dieta varia ed equilibrata è sempre il primo passo per evitare una carenza di uno o più nutrienti. Nel caso del ferro è importante assumere alimenti ricchi di questo prezioso minerale.

Il ferro alimentare esiste in due forme:

– ferro eme: è presente negli alimenti di origine animale.È il tipo di ferro che viene più facilmente assimilato dal nostro organismo perché le cellule dell’intestino possiedono specifici siti per legarlo e per renderlo quindi rapidamente disponibile per essere trasportato a tutti i tessuti.

– ferro non eme: è presente negli alimenti di origine vegetale. Il ferro non eme è un tipo di ferro che per essere assorbito dalle cellule dell’intestino necessita di essere trasformato nella forma assimilabile da un particolare enzima: il citocromo duodenale B. La vitamina C può favorire l’assorbimento di questo tipo di ferro.