Caffè amaro: perché preferirlo a quello zuccherato

Caffè amaro: perché preferirlo a quello zuccherato

Che sia espresso o fatto con la moka, il caffè è da sempre la bevanda più amata e consumata dagli italiani e non solo: in tutto il mondo, infatti, è tra le principali fonti di energia mattutina e tra i migliori alleati di bellezza in assoluto!

Ma un dibattito rimane ancora aperto: è meglio bere il caffè amaro o zuccherato? In teoria, si tratterebbe di un semplice fatto di gusto: c’è chi preferisce i sapori naturali e amari e chi, invece, non potendoli proprio sopportare aggiunge una piccola quantità di zucchero per smorzarne l’intensità. Eppure, esistono alcuni elementi oggettivi che dovrebbero spingere all’assunzione di caffè così com’è, senza l’aggiunta di dolcificanti. Scopriamoli insieme!

4 motivi per bere il caffè senza zucchero

Si parte, intanto, dal presupposto che il caffè amaro non causa alcun danno alla salute della persona, anzi: bere un paio di tazzine di caffè amaro durante l’arco della giornata è addirittura benefico sotto tanti punti di vista. Ecco i 4 vantaggi principali:

1. Il caffè amaro fa dimagrire

Una tazzina di caffè amaro contiene solo 3 calorie e questo basta a far comprendere quanto possa essere “grasso” per l’organismo. Inoltre, soprattutto le miscele ottenute dai chicchi di Arabica e Robusta sono perfette per limitare il ristagno dei liquidi combattendo, così, l’insorgere della cellulite e per incentivare lo smaltimento dei grassi. Tra l’altro, il consumo di caffè amaro è consigliato a tutti coloro che effettuano il digiuno intermittente, proprio perché aiuta a bruciare le calorie e ad appianare i morsi della fame.

2. Il caffè amaro aiuta la digestione

Bere una tazzina di caffè amaro subito dopo i pasti ancora bollente agevola il processo della digestione. In effetti, il caffè da fine pasto è quello maggiormente diffuso: stimola i succhi gastrici e, di conseguenza, aiuta l’organismo ad assimilare i cibi appena ingeriti. Soprattutto se si pranza fuori casa e bisogna subito riprendere a lavorare, è sicuramente il modo migliore per evitare di appisolarsi!

3. Il caffè amaro allevia il mal di testa

Non tutti sanno che il caffè è un vasocostrittore: ha la capacità, cioè, di restringere i vasi e di aumentare lievemente la pressione arteriosa. Così facendo diventa un vero e proprio toccasana in caso di cefalea, evitando l’assunzione di medicine o altri intrugli. Ovviamente, non bisogna esagerare, altrimenti si ottiene l’esatto contrario.

4. Il caffè amaro come combo di energie

Una delle migliori qualità del caffè è rappresentata dalla sua estrema capacità di donare una carica energizzante in qualunque momento della giornata. Il suo effetto è praticamente immediato dato che la caffeina agisce subito sul metabolismo, velocizzandolo. Ecco perché bere una tazzina di caffè espresso la mattina è il modo migliore per iniziare la giornata, oppure al pomeriggio per prendersi una pausa dagli impegni lavorativi.

Caffè amaro e psicopatia: verità o leggenda?

Secondo diversi studi condotti da una rinomata università austriacachi ama bevande e cibi amari è maggiormente predisposto allo sviluppo di una personalità disturbata. Di conseguenza, bere il caffè amaro potrebbe essere legato a segnali di nevrosi, come se incentivasse la fuoriuscita di un lato oscuro della personalità.

Ovviamente, la ricerca in questione non ha alcun riscontro scientifico e non ci sono prove effettive di un collegamento tra le due cose; molto probabilmente, il fatto che il caffè sia “puro” e non contrastato da sapori esterni incentiva l’iperattività di una persona, rendendola più “nevrotica” rispetto ad altre. In ogni caso, che sia amaro o zuccherato, il caffè non comporta alcun alteramento del sistema nervoso o della personalità!

Zucchero sì, zucchero no: dipende anche dalla miscela

Dopo aver fatto questo excursus sui principali vantaggi dell’assunzione di caffè amaro, bisogna sottolineare una cosa: sicuramente la scelta di aggiungere o meno lo zucchero dipende molto da un gusto personale ma, in molti casi, è dettata anche dalla miscela selezionata. Per fare un esempio, le miscele derivanti dai chicchi di Arabica di origine etiope o centro-americana sono molto acide e, di conseguenza, richiedono l’aggiunta dello zucchero. Nel caso, invece, di mix poco bilanciati o composti da caffè di bassa qualità, si può ottenere un espresso dal cattivo sapore o troppo liquido.


Ecco perché bisognerebbe sempre affidarsi a marchi riconosciuti, che selezionano accuratamente le materie prime e propongono miscele genuine, piuttosto che cercare un prezzo conveniente a discapito della qualità.

Specialmente in Italia, patria dell’espresso e ricca di aziende che rispettano la tradizione e la nostra cultura, ce ne sono tantissime che lavorano ancora artigianalmente il caffè selezionando solo i migliori chicchi.

Proprio l’anno scorso una di queste ha vinto il premio internazionale della IIAC (International Institute of Coffee Tasters) con la propria miscela di arabica al 100% per moka: si tratta della torrefazione italiana Caffè Aiello.

I veri cultori dell’espresso italiano ricordano le storiche miscele macinate e in grani dell’azienda calabrese che da tempo, ha ampliato la propria gamma realizzando capsule e cialde che consentano di gustare gli inconfondibili sapori dei suoi caffè anche a chi possiede una macchina invece della caffettiera.

Caffè zuccherato: i migliori dolcificanti

Se il caffè amaro non rientra nelle proprie corde, esistono diversi metodi per renderlo decisamente più dolce. Lo zucchero bianco è sicuramente il primo ingrediente che viene in mente, ma è anche il più nocivo se consumato in modo smisurato. In commercio esistono numerosi dolcificanti che si rivelano una valida opzione: lo zucchero di canna classico o integrale, lo sciroppo d’acero o la stevia, estratta da una pianta del Sud America e priva di calorie.

Il consiglio, però, è di scegliere il miele: oltre ad essere un vero e proprio dono della natura, è genuino e si presta come fonte di vitamine, minerali e antiossidanti, tutti elementi indispensabili per il benessere dell’organismo.