Nate da un dispetto di uno chef statunitense ad un cliente troppo esigente, le patatine fritte hanno conquistato il mondo!

ecco cosa contiene esattamente una porzione di patatine fritte di circa 30 grammi.

Le calorie in effetti non sono tante ma sono in gran parte da attribuire alla quota grassa che è la parte preponderante nell’analisi nutrizionale delle patatine fritte. Su 155 calorie totali il 57% sono grassi, il 37% carboidrati, il 6% appena proteine.

la porzione grassa, oltre ad essere “tanta” è anche “la peggiore”! La maggior parte dei grassi che costituiscono le patatine sono di tipo saturo e monoinsaturo, oltre ad una buona porzione di grassi trans che si formano a causa del processo di idrogenazione dell’olio durante la fase di frittura. I grassi saturi e i grassi trans aumentano la colesterolemia totale e LDL (colesterolo cattivo), quindi il rischio cardiovascolare e in particolare coronarico.

Non si tratta quindi solo di un attacco alla linea, ma di un rischio per la salute. Un rischio aumentato se si considera che le patatine fritte possono contenere sostanze cancerogene. Questo non vale solo per le patatine fritte ma è valido per tutti gli alimenti che presentano alcune caratteristiche. Negli anni Novanta, alcuni ricercatori scoprirono che in alcuni alimenti, sottoposti a cotture ad alta temperatura, si forma una sostanza tossica che prende il nome di Acrilammide.

Sembra, infatti, che alcuni alimenti risultano essere maggiormente colpiti da questasostanza dannosa per la salute. Rientrano tra questi ultimi, tutti gli alimenti che contengono un alta percentuale di carboidrati e che hanno inoltre un baso contenuto di proteine. In questi cibi, se cotti ad alte temperature, si innescherebbe una reazione chimica tra gli zuccheri e un aminoacido (l’asparagina) dando vita all’acrilammide.

Mangiamole, ma di rado!

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