Nuova piramide alimentare

COMMENTO ALLA PIRAMIDE

La dieta mediterranea è, oggi, forse l’unica dieta che abbia una consolidata validità scientifica; è stata elevata a patrimonio UNESCO e continua ad essere al centro di innumerevoli studi scientifici.

Recentemente è stato osservato che  la dieta mediterranea: è protettiva per il cervello (fonte scientifica: Scarmeas et al.), riducendo la possibilità di sviluppare Alzheimer e Parkinson (fonte sc.: Sofi et al.); ha un impatto positivo sulla riduzione di stati infiammatori (fonte sc.: De Lorenzo et al.); riduce il colesterolo (fonte sc.: De Lorenzo), l’ipertensione, protegge il cuore e previene l’ateriosclerosi (fonte sc.: Notarbartolo et al.); riduce la possibilità di sviluppare danni renali (fonte sc.: Trovato et al.).

STORIA: “Dieta mediterranea”  è una parola coniata negli anni ’60 dal ricercatore americano Ancel Keys, il quale, durante il suo soggiorno in Campania, aveva osservato e studiato la longevità e lo straordinario stato di salute dei contadini campani. Keys osservò che quelle popolazioni sviluppavano raramente malattie cardiovascolari e cancro ed avevano una qualità della vita migliore. Confrontando le loro abitudini alimentari con quelle di altri popoli, Keys osservò che nel Sud Italia si mangiavano più legumi, cereali, ortaggi, frutta, pesce, olio di oliva e meno carne, latticini, uova e burro.

In realtà la dieta mediterranea originaria comprende pane e pasta integrali, cereali, legumi, tutti i tipi di vegetali, frutta di stagione, pesce, erbe aromatiche, latte e formaggio di pecora e capra, vino (con moderazione) e soprattutto olio d’oliva extravergine come unico condimento; un consumo molto ridotto di carne, con predominanza di pollo, tacchino e coniglio (Keys).

A quei principi si ispira la piramide alimentare adottata oggi.

Sarebbe ovviamente difficile ricreare oggi le stesse identiche situazioni ed atteggiamenti alimentari di un tempo, tuttavia non è difficile tentare di alimentarsi in modo sano e provare a fare propri, adattandoli ad esigenze e condizioni attuali, alcuni principi base della dieta mediterranea di un tempo. La Piramide Alimentare proposta dalla comunità scientifica odierna punta a far questo.

 

COME FUNZIONA: La III conferenza Internazionale del centro Interuniversitario Internazionale di Studi sulle Culture Alimentari Mediterranee (CIISCAM) tenutasi a Parma si è conclusa con un aggiornamento della piramide alimentare, che coinvolge lo stile di vita di tutta la popolazione adulta, di età compresa tra i 18 e i 65 anni.

Alla base della nuova piramide , a sorpresa, non ci sono immagini di alimenti, ma messaggi di modifica dello stile di vita:

 ATTIVITA’ FISICA ovvero mantenersi attivi. Questa attività deve rientrare nelle normali abitudini e rappresentare un’esigenza al pari dell’igiene della persona. Un’attività fisica regolare è la base per stare bene sia nel corpo che nella mente (più avanti è riservato uno spazio importante allo stile di vita attivo).

CONVIVIALITA’ La tavola è sempre stata momento di aggregazione, di scambio di opinioni, di conoscenza; un momento importantissimo nella vita delle famiglie. Una abitudine che oggi si sta perdendo per via della vita frenetica che si conduce. La tavola deve essere inteso come momento che va oltre il nutrimento stretto, e che deve diventare un momento in cui la famiglia, gli amici si incontrano. Perché non è solo importante COSA si mangia ma COME si mangia.

STAGIONALITA’ dobbiamo imparare a preferire i prodotti stagionali in quanto soddisfano meglio il fabbisogno del nostro organismo nei diversi periodi dell’anno. Le nostre esigenze nutrizionali, infatti, non sono identiche in estate o in inverno, e la Natura si adatta, fornendoci a seconda del momento i nutrienti più utili. Per fare un esempio basta pensare a cosa si trova in inverno: troviamo gli agrumi ricchi di vitamina C, sostanza antiossidante nota per la sua attività immunostimolante, cioè di aiuto alle difese del sistema immunitario che nella stagione fredda vengono messe a dura prova.

 PRODOTTI LOCALI    dobbiamo riabituarci al consumo dei prodotti della nostra terra e di stagione, non subire passivamente le abitudini che le grandi catene di distribuzione vogliono farci assumere , leggere attentamente la provenienza dei prodotti, preferire quelli delle nostre regioni e quando è possibile la vendita diretta dal produttore; evitiamo di mangiare una bella coppa di fragole in qualsiasi mese dell’anno, perché in questo modo contribuiamo ad inquinare costantemente l’atmosfera per le emissioni dei mezzi di trasporto occorrenti per portare il prodotto dai vari posti del mondo alla nostra tavola.

VARIARE I COLORI oltre al gusto e alle qualità nutrizionali anche il colore ha un ruolo importante nella scelta dei cibi. La gradazione cromatica di ciò che abbiamo nel piatto non solo influenza la gradevolezza del pasto ma nel caso di frutta e verdura indica la presenza di pigmenti, ossia i coloranti naturali dei vegetali che in molti casi sono benefici per la nostra salute.

BERE ACQUA l’altro caposaldo alla base della piramide: bere acqua, tanta acqua, evitando le bevande zuccherate, ricordiamoci che la quantità corretta di acqua da assumere nella giornata è di 30 ml di acqua per kg di peso per fare un esempio un uomo di 70 kg dovrebbe bere 30 x 70 = 2,1 litri

 Queste parole si rifanno al vecchio concetto di  “diaita” cioè  ”stile di vita” o “modo di vivere”.

Per quanto riguarda l’assunzione di vino appare la scritta “bere con moderazione nel rispetto delle tradizioni sociali e religiose”: per bere moderato si intende il limite di 1-2 U.A al giorno pari a 1-2 bicchieri di vino al giorno per l’uomo e 1 U.A per la donna, o comunque una dose corrispondente circa al 10% dell’apporto calorico giornaliero da assumere preferibilmente durante i pasti, oltre queste quantità gli effetti positivi di prevenzione di malattie cardiovascolari e invecchiamento, legate alle sostanze contenute nel vino, vengono superate dagli effetti negativi provocati dall’alcol. Una unità alcolica (U.A) corrisponde a circa 12 grammi di etanolo, che si trovano in 125 ml di vino, 330 ml di birra, e 40 ml di superalcolico, ricordiamo che 1 grammo di alcol corrisponde a 7 Kcal.

QUALI FREQUENZE: Vediamo ora la distribuzione dei pasti e la frequenza di somministrazione:

al primo livello ci sono i cereali (preferibilmente integrali), mentre frutta e verdura devono entrare a far parte di tutti i pasti della settimana. Una nota interessante: nella piramide appare il cous-cous (un tempo non considerato in quanto non tipico della tradizione italiana) questo sta a significare che finalmente non vengono trascurate le tradizioni culturali, religiose e le diverse identità nazionali. La dieta mediterranea proposta con questa nuova piramide è rivisitata all’insegna della modernità e del benessere, l’ intenzione che emerge è di adattarsi alle esigenze attuali di tutte le popolazioni mediterranee, nel rispetto delle varianti locali diverse da Paese a Paese e spesso da regione a regione.

Se saliamo ancora nella piramide, troviamo gli alimenti che vanno introdotti ogni giorno ma non necessariamente in tutti i pasti, ovvero il latte e i latticini, l’olio d’oliva, la frutta a guscio e le spezie per insaporire i cibi, utilissime per ridurre il sale.