Ipertrigliceridemia

Cos’è?

I trigliceridi sono grassi (lipidi) circolanti nel sangue, provenienti in parte dalla dieta ed in parte dalla liberazione di lipidi dalle cellule adipose ed epatiche. Nell’organismo svolgono una importante funzione di riserva energetica. Per ipertrigliceridemia si intende un quantitativo abnorme di trigliceridi nel circolo sanguigno. Una concentrazione elevata di trigliceridi rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare.

Trigliceridi normali  < 150mg/dl

Trigliceridi border-line 150-199mg/dl

Trigliceridi alti 200-499mg/dl

Trigliceridi molto alti > 500mg/dl

Per correggere l’ipertrigliceridemia è necessario seguire uno stile di vita sano, una alimentazione equilibrata e correggere sovrappeso e obesità.

ALIMENTI DA PREFERIRE  E DA EVITARE

PERMESSI SCONSIGLIATI Da usare con moderazione
Verdure varie: cotte o crude, possono essere consumate liberamente, anche in quantità

elevate.

· Fonti proteiche (carne, pesce, uova, legumi, latte e formaggi): assunzione libera di tali

alimenti, facendo attenzione ad aumentare il consumo di pesce (che contiene grassi della

serie omega-3, in grado di abbassare i trigliceridi).

· Bevande non zuccherate: acqua, tisane, orzo, te, karkadè.

· Zuccheri in generale: zucchero bianco e di canna, miele, fruttosio e dolcificanti a base di zucchero di frutta, dolciumi, gelati, bibite zuccherine gasate e non, marmellate e confetture.

· Frutta in grandi quantità: gli zuccheri della frutta aumentano i trigliceridi, per cui occorre limitarsi a 2 frutti freschi al dì. Prestare attenzione alla frutta molto ricca di zuccheri (fichi, cachi, uva, mandarini), che va consumata in maniera saltuaria. Evitare la frutta secca zuccherina (= frutta disidratata).

· Vino, amari, digestivi, aperitivi, birra: l’alcol determina la produzione di trigliceridi da parte del fegato, per cui l’assunzione di bevande che lo contengono va eliminata. L’inserimento di piccole dosi di bevande alcoliche in maniera saltuaria va concordata col medico e solo in particolari situazioni.

· Bevande zuccherine, gasate e non: se proprio non si riesce ad evitarne il consumo preferire le bibite light o quelle dolcificate con dolcificanti diversi dal fruttosio.

Pane, pasta, riso: vanno consumati evitando porzioni abbondanti, in quanto i carboidrati complessi che li compongono, una volta digeriti, liberano zuccheri semplici. Stesso discorso vale per le patate.

· Grassi di condimento: limitare il consumo di olio usato crudo a 3-4 cucchiai al dì, preferendo quello extra-vergine di oliva o gli oli di semi monosemie (arachidi, girasole, mais, soja, riso).

· Maionese, salse varie: sono alimenti spesso ipercalorici, da usare in maniera limitata.

 

Ovviamente questi consigli nutrizionali sono solo di indicazione generale e non vanno intesi come sostitutivi di un intervento mirato da parte di un professionista. È bene sapere che, come per ogni stato patologico, anche per il trattamento nutrizionale dell’ipertensione è necessaria una attenta valutazione clinica e nutrizionale del singolo caso e risulta indispensabile un dosaggio più preciso dei singoli nutrienti da assumere con l’alimentazione. Chiedi aiuto al nutrizionista!

È stato scientificamente provato che una corretta alimentazione (con i dovuti accorgimenti dietetici) ed il mantenimento del peso entro certi parametri è l’optimum per la prevenzione ed il trattamento dell’ipertensione ed offre l’opportunità di limitare l’approccio farmacologico.